Il Contratto nazionale di settore è tornato ad essere unico, rimaneva in sospeso la parte economica risolta con il documento che pubblichiamo qui. L’una tantum – 450,00 euro per il quarto livello ,verrà erogata in tre trance, maggio 2014, maggio 2015 e novembre 2015. L’aumento complessivo – 60,00 euro per il quarto livello – rimane invariato e suddiviso in tre … Continua a leggere
martedì 18 marzo 2014
DURC INTERNO, PARTONO LE VERIFICHE INPS
Con il messaggio n. 2889 del 27 febbraio scorso l’Inps ha comunicato l’avvio del nuovo sistema di gestione del “DURC interno”, necessario per il riconoscimento delle agevolazioni di competenza dell’Inps, per l’individuazione e l’eventuale contestazione delle situazioni di irregolarità incompatibili con i benefici normativi e contributivi previsti dalla normativa in materia di lavoro e legislazione sociale (ai sensi dell’art. 1, comma 1175, … Continua a leggere →mercoledì 15 gennaio 2014
Orario di lavoro e riposo settimanale - nuove maxi sanzioni
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martedì 8 ottobre 2013
TG 2 DOSSIER (Rai 2): SABATO 12 OTTOBRE ALLE ORE 23,30 CIRCA PARLERA' DEL MONDO DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE
Programma a cui hanno attivamente collaborato alcuni dei nostri
iscritti di Roma, invitati dal Segretario Provinciale di Roma, Lorenzo
Guzzi, a descrivere la situazione lavorativa che vivono quotidianamente .
La nostra Organizzazione Sindacale vuole ringraziare la
Dott.ssa Sandra Cecchi, di Rai 2 - TG2 Dossier, che ha dedicato questo
programma al mondo guardie giurate, raccogliendo, dai diretti interessati,
testimonianze su problemi e disagi che si trovano ad affrontare tutti i giorni,
per svolgere un lavoro ad alto rischio che non viene adeguatamente riconosciuto
ne moralmente ne economicamente.
La Segreteria Nazionale UNAL
vigilanza privata
domenica 6 ottobre 2013
«Cacciati come dei ladri da banche e uffici postali»
«Ci hanno trattati come ladri». Lo ribadiscono le guardie giurate ieri mattina al picchetto di via Roma. Il caso scoppiato alla Nord East Services ha risvolti complessi che non riguardano solo le...
«Ci hanno trattati come ladri». Lo ribadiscono le guardie giurate ieri mattina al picchetto di via Roma. Il caso scoppiato alla Nord East Services ha risvolti complessi che non riguardano solo le difficili indagini per chiarire la genesi dell’ammanco milionario o l’aspetto sindacale per dare sicurezza a centinaia di lavoratori che rischiano dall’oggi al domani di trovarsi senza reddito e lavoro. Ha un risvolto umano ingombrante, quello delle tante guardie giurate che in questi ultimi due giorni hanno cercato di svolgere il loro lavoro, ma si sono trovate a fare i conti con porte chiuse in faccia in malo modo da direttori di filiale che intimavano loro di non consegnare o prelevare denaro, quasi fossero i colpevoli dell’intera vicenda.
«Noi siamo le vittime, i ladri di certo sono altri e sappiamo chi», racconta una guardia giurata allontanata dal direttore di una filiale delle Poste Italiane cui ieri la Banca d’Italia ha imposto di non accettare le sovvenzioni per le pensioni dalla Nes. «Sono stato trattato con disprezzo, ci hanno intimato addirittura di non entrare. Io stavo semplicemente facendo il mio lavoro». «Non mi hanno nemmeno fatto entrare nella filiale della banca», racconta un’altra guardia, «ma anche per l’opinione pubblica sta passando l’idea che siamo noi in qualche modo i responsabili della vicenda. O quantomeno complici, che sappiamo che fine hanno fatto questi soldi, ma non è così. Io l’unica cosa che so è che ho un mutuo di trent’anni davanti, questo so. Ma non so se domani avrò un lavoro, uno stipendio con cui pagarlo».
Casi non isolati ma che hanno riguardato un po’ tutti quei lavoratori dell’azienda che tra mercoledì e giovedì hanno tentato di svolgere quel poco di lavoro restante, dopo il venir meno della quasi totalità di appalti, subappalti e commesse.
«Una lavoratrice, una guardia, mercoledì mattina si è recata alla Banca d’Italia per svolgere le normali consegne», spiega un sindacalista di Padova. «È stata fermata all’ingresso non le è stato nemmeno consentito di entrare, quasi fosse una criminale. Per di più non era a conoscenza di quanto stesse accadendo: se ne è andata via piangendo, piena di vergogna».
sabato 16 marzo 2013
La uiltucs aveva richiesto la collaborazione degli altri sindacati...noi l'avevamo data !
Leggi la dichiarazione della>>>uiltucs web.pdf
Ma purtroppo a discapito dei lavoratori, non abbiamo ricevuto alcuna risposta dalla uiltucs. Ecco il testo della nostra email inviata in data 28 febbraio 2013 alla Segreteria Nazionale della uiltucs:
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venerdì 11 gennaio 2013
Sciopero "Guardie Particolari Giurate " il sindacato UNAL vi propone di fare sciopero.
Inviateci i vostri consensi e organizzeremo lo sciopero per noi per la categoria tra le tante dimenticate , a tutela delle poche leggi a nostro vantaggio mai rispettate e per la contrattazione di regole migliorative purtroppo sembrerebbe lontane dagli ultimi intenti contrattuali.
Inviate le vostre proposte di cosa secondo voi deve cambiare e fissiamo una data e da li non ripartiamo ma "partiamo" insieme.
Sindacato Unal vogliamo fare la differenza Uniti a livello Nazionale Autonomamente per il nostro Lavoro rappresentandovi nel giusto per noi e voi.
.....allegando
* possibilita di proposte di cambiamenti ecc
* ed adesione allo sciopero via e mail facebook ecc...
lunedì 29 ottobre 2012
lo stress da super lavoro va risarcito
Il danno per lo stress da super lavoro va riconosciuto al lavoratore anche se non lo ha mai rivendicato nel corso del rapporto di lavoro e anche se, successivamente, viene espulso dall'ufficio. Il via libera arriva dalla Cassazione (sezione Lavoro, sentenza 18211) che spiega come, «in base al principio della `ragionevolezza´ l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute». In questo modo, la Suprema Corte ha convalidato un risarcimento del danno biologico pari a 25 mila euro nei confronti di un ex portiere di notte che aveva lavorato presso una società nella capitale, dal settembre 1974 al marzo 1997, riportando una sindrome nevrotico ansiosa da stress lavorativo.
Come ricostruisce la sentenza redatta da Umberto Berrino, il portiere, che per tanti anni aveva garantito l'assistenza ai clienti, curandosi anche della cura dei valori in cassaforte, aveva accusato uno stress da super lavoro (l'orario di lavoro andava dalle 21 alle 9 del mattino successivo). Da qui la sua richiesta di essere spostato ad un turno diurno. La società lo aveva invece licenziato, sostenendo che esistevano altri due portieri per il turno di giorno. Davanti al giudice del Lavoro era stata stabilita la legittimità del licenziamento ma la società era stata condannata a risarcire l'ex portiere con 25 mila euro per la sindrome ansioso-depressiva. La Corte d'appello di Roma, nel marzo 2008, aveva inoltre riconosciuto al lavoratore una ulteriore somma di 1292 euro a titolo di differenze retributive.
Contro la condanna al risarcimento dello stress al lavoratore, la società ha fatto ricorso in Cassazione, facendo presente che la prestazione di un portiere non poteva essere considerata usurante date le «pause di inattività» legate a quel genere di prestazione. Piazza Cavour ha bocciato il ricorso e ha osservato che «il principio di `ragionevolezza´ in base al quale l'orario di lavoro deve rispettare i limiti della tutela del diritto alla salute, si applica anche alle mansioni discontinue o di semplice attesa»
Del resto, annota ancora la Suprema Corte, «il criterio distintivo tra riposo intermedio, non computabile ai fini della determinazione della durata del lavoro, e la semplice temporanea inattività, computabile, invece a tali fini, e che trova applicazione anche nel lavoro discontinuo, consiste nella diversa condizione in cui si trova il lavoratore, il quale nel primo caso può disporre liberamente di se stesso per un certo periodo di tempo anche se è costretto a rimanere nella sede del lavoro o a subire qualche limitazione, mentre, nel secondo, pur restando inoperoso, è obbligato a tenere costantemente la propria forza di lavoro per ogni necessità».
Nel caso in questione, la Cassazione ha fatto notare che «legittimamente la Corte d'appello ha osservato che la società aveva imposto al lavoratore ritmi lavorativi gravosi come tali incidenti sull'equilibrio psico-fisico del medesimo». Del tutto legittimamente, dunque, il super lavoro è stato ritenuto «concausa della sindrome nevrotica ansiosa» del lavoratore.
(Fonte: Adnkronos)
giovedì 19 luglio 2012
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